Km zero, valore o schiavitù?

Km zero, valore o schiavitù?

Un trend recente è quello di considerare le moto a km0 come di alto valore collezionistico a prescindere.

E' davvero così?

Secondo Genesio Bevilacqua "non è questione di essere contro o a favore, dato che in una moto da collezione il chilometraggio è un elemento secondario, se non addirittura una invariante."

"...le moto che meritano di essere collezionate sono quelle che significano qualcosa a livello sportivo o tecnico, altrimenti parliamo di veicoli conservati il cui unico valore è quello personale o quello di non essere mai stati usati.

Chi compra una moto lo fa perché si identifica in qualcosa e il chilometraggio, a questo punto, è solo un elemento da considerare quando si considerano moto identiche.

Si parla di usura meccanica e quindi di un mezzo di trasporto in quanto tale, non di un pezzo di valore collezionistico."

"...il problema sorge quando c'è la spasmodica ricerca del km0 come pretesto per dare valore ad una moto che altrimenti non lo avrebbe.

Ma a volte è addirittura il contrario, perché fra due moto identiche, una delle quali è a km0 mentre l'altra ha corso, ad esempio, una gara con un dato pilota, è ovviamente preferibile la seconda."

"Il km0 diventa spesso una schiavitù proprio quando è il suo valore principale se non l'unico, perché congela una moto e impedisce al proprietario di utilizzarla.

Quanto vale una moto che ha come pregio principale essere km0, una volta che viene mossa? Paradossalmente acquistare una moto a caro prezzo solo per via del chilometraggio 0, significa distruggere il suo valore solo percorrendo pochi metri. Che senso ha?"

"Noi sappiamo che proprio il godimento, seppur saltuario, è lo scopo del collezionismo. Il senso del collezionismo non è congelare una moto ma condividerla, presentarla e, perché no, guidarla, seppur con le dovute cautele nei giusti contesti.

Addirittura, se superiamo il concetto di moto stradale e pensiamo alle moto da competiione,il km0 perde ogni senso, dato che una moto da competizione che non ha mai corso, non ha una storia."

"E' l'utilizzo che trasforma un oggetto meccanico con due ruote in motocicletta. Altrimenti è un po' come sposare una bella donna e non farci l'amore per aver paura di consumarla.

Non si vogliono chiaramente paragonare motociclette e donne, ma se è vero che le moto hanno un'anima, di sicuro vogliono fare quello per cui sono state create.

Altrimenti ci trasformiamo da collezionisti in feticisti."

Nella foto, il cruscotto della Ducati 749R, pre serie, telaio 0000, e 0 km percorsi.

E' quella che a Moto dei Miti chiamiamo goliardicamente "la più zero de tutte."  Siamo sicuri che la cosa che vorrebbe di più è correre.

Un giorno, la libereremo...


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